Un’altra leggina per l’Identità Siciliana?
Anche NO!. MEGLIO “FUORILEGGE”!
(E ritorna il bluff del “dialetto scolastico”)

Con tutta la simpatia per chi rivendica il riconoscimento istituzionale della Lingua siciliana (co-ufficialità), abbiamo compreso fin troppo bene, in 40 anni di Cammino identitario, che il CHE FARE ppa Libbirtà ri spriXioni c’è e non passa dalla Regione tricolerata di Sicily Park: e di leggine, per quanto malcongegnate, ne sono già fallite due.

1-L.R. 6 maggio 1981, n. 85. Provvedimenti intesi a favorire lo studio del dialetto siciliano e delle lingue delle minoranze etniche nelle scuole dell’Isola e norme di carattere finanziario. (G.U.R. 9 maggio 1981, n. 23).

2-L.R. n. 9 del 2011 – “Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”.
Queste leggine partoriscono – ogni tanto- qualche decreto o circolare assessoriale (Pubblica Istruzione) con una mancetta-spot mediatico…

L’ultima è a firma dell’assessore Turano: 405mila euri, il nulla per Fare nulla, se non piazzare pessimi libri e zittire la Questione. Ricordiamo che la Regione di Sicily Park gestisce un Bilancio di 18mila milioni. E ci sono “6.102 scuole pubbliche e private”!. (…)

La Regione di Sicily Park -su ogni Questione seria- è parte del problema, non della soluzione. Non ci perdiamo Tempu.- Altra cosa è rivendicare -e prenderci- le risorse che ci appartengono: soldi nostri che vengono distribuiti in modalità clientelari, spesi ammatula e sdirrubbati a vaddhuni. E più che una Legge, serve una Forza mentale lobbista che agisca sul Bilancio miliardario della Regione tricolerata: chiaro?.

Accuddhì funziona u joku. Puntu. Tanto più in una Realtà neocoloniale asfittica e quasi del tutto priva di Fondazioni private e di Mecenati profetici. C’è quasi solo il clientelismo da quattrosoldi della Tabella H -4.0: coi deputatini regionali, spesso più “analfabeti” di quelli che li hanno votati, che distribuiscono mancette ad amici e parenti per improvvisi meriti culturali!.
Al resto ci pensano gli “specialisti” del mondo accademico: che si sono ammuccati a cucuzza cu tuttu u cucuzzaru.

Le POLITICHE CULTURALI e dell’IDENTITA’ vanno intanto liberate da bande e banditi della politica politicante e dell’accademia tricolerata. E i NOSTRI SOLDI -picca biniditti e cuntanti- ce li dobbiamo ri-prendere: fino all’ultimo euro.

Quanto alla Questione della Coscienza linguistica-comunicativa e delle sue forme rigenerate in una Lingua di R-Esistenza, rifiutiamo la burocratizzazione e la sterilizzazione in un velleitario e artificiale standard.

E non ci interessa che la “Regione” di Sicily Park, un ente neocoloniale a vocazione mercenaria, ammesso che lo voglia, scriva le sue leggine e i suoi comunicati, decreti e bandi… “in siciliano” (ma quale “siciliano”?): anzi, sarebbe una pietra tombale, ‘na balata ri marmuru supra u tabbutu da Lingua stissa.

Ad esempio: che il loro “Ponte dei Miracoli” venga denominato “u Ponti”, che la loro privatizzazione di Acque e Aeroporti all’asta euro-global venga bandita in sicilianu; o che le autorizzazioni a Trivelle o Desert Tech fotovoltaico vengano firmate “Riggiuni Sicilia…”. E quale “Storia” e “Geografia” verrebbero raccontate ‘n Sicilianu?. Avaja!.

Comunque, una Leggina regionale in vigore -pp’accamora- c’è già: e fu conquista anche di TerraeLiberAzione (L.R. n. 9 del 2011).

TerraeLiberAzione, forte di un Lavoro lungo decenni, innestò con chiarezza la Questione dell’Identità geo-storica e linguistica-comunicativa nell’Agenda politica del tentativo neoautonomista (2005-2011) poi travolto dal Golpe mediatico-giudiziario (Operazione IBLIS).
Ma a quella Legge si giunse tardi e male: e fu l’ultimo atto di quella complicata, contraddittoria e irripetibile avventura politica. E fummo i primi a criticarne i limiti: facile profezia.

Un certo ambiente accademico palermitano ci mise le mani di sopra: rigenerando il suo secolare “bankomat dialettale: filologico e linguistico”, sebbene non privo di qualità scientifiche degne di miglior valorizzazione.

L’operatività della LEGGE venne circoscritta -in modalità asfittiche- all’AMBIENTE SCOLASTICO peraltro individuando negli attuali docenti i soggetti attuatori: in sè, un errore micidiale, che TerraeLiberAzione aveva già affrontato un decennio prima co-organizzando un riuscito Corso di Formazione sperimentale per insegnanti (con ben 120 iscritti, in provincia di Catania).

Se la priorità venne data, se non altro, alla “formazione dei docenti”…è anche grazie all’indicazione che abbiamo dato al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che la suggerì al deputato che stava seguendo l’iter della leggina (Nicola D’Agostino, allora un “autonomista-opportunista”, come tanti).

E ci fu subito chiaro che la leggina sarebbe stata depotenziata e sottofinanziata al primo cambio di governo: e così fu, a tal punto che tanti ne sconoscono perfino l’esistenza: inclusi diversi volenterosi picciotti, carusi e figghjioli che si mobilitano giustamente in difesa da lingua siciliana.

A sant’Ajita ci ficiru i porti ri ferru dopu ca s’arrubbaru l’oru!.
Di tanto in tanto l’assessorino di turno emana una circolarina demagogica, con pochi soldi e tanti spot: vendono per caso l’ultima tricolerata “Storia dell’Isola” del prof. Uccio Barone, col suo carico di strafalcioni e banalità sorprendenti…?. Ne riparliamo.

Ma mpidimentu è giuvamentu.

La Cultura siciliana “di radice” resiste e scorre limpida grazie all’Azione di Artisti, Scrittori e Realtà creative, spesso con basi materiali situate fuori da Sicily Park.

La LINGUA SICILIANA -nella pluralità delle sue radici millenarie i cui relitti vivono incompresi nelle parlate territoriali (ed anche nella creativa Diaspora siculish)-… la nostra specificità linguistica-comunicativa, vivrà fin quando servirà alla Vita di relazione, alla socialità e alla creatività: è un CODICE di comunicazione ma anche una Carta di Identità. Non ci servono “autorizzazioni”, né leggine. Meglio “illegali!”.

Una Identità post convenzionale dei Siciliani -multiverso identitario di radici profonde- può essere generata solo su un Cammino di LiberAzione organizzato nella CoScienza e sostenuto da FONDAZIONI profetiche e BANCHE intelligenti. Al momento non c’è altro.

A prescindere può procedere il Cammino del Sicilianu Novu: decolonizzato, riconnesso allo Spirito della Terra e capace di CreAzione attingendo criticamente all’immensa miniera linguistica e memoriale di Trinakria: che nella Lingua dei Siculi vuol dire Giardino-Paradiso: il NOMOS e il LIMES storico-naturale e spirituale di una Civiltà.

Non servono leggine senz’anima al tempo di uno Spettacolo coloniale che sta “brandizzando” e “turistificando” gli scenari spettacolari di Sicily Park (Con immancabili milioncini in “contributi regionali” -perfino a Netflix e a Dolce&Gabbana: puvureddhi!.

E sorvoliamo sul “Volo” a inaugurare in abiti natalizi a Ferragosto il carnevale di “Agrigento Capitale della Cultura”. E’ la Regione mercenaria, ma anche babba e priata. Macari-puru-videmma-madè: babba e priata).

Un’altra leggina per l’Identità Siciliana?
Anche NO!. MEGLIO “FUORILEGGE”!

PARRA SICILIANU, NUN T’AFFRUNTARI!

@2025. TerraeLiberAzione.

Per approfondire: https://www.terraeliberazione.net/…/03/katabba2025.pdf